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Esposizione
Agricoltura e fornaci formano i temi delle due sezioni della mostra permanente.

L´esposizione segue linee semplici: gli attrezzi sono stati idealmente ricollocati nello spazio fisico in cui un tempo venivano adoperati dai contadini nelle tipiche corti e nei campi e dagli addetti all´industria laterizia nelle fornaci e laddove possibile, raggruppati per "ciclo produttivo".

Si evidenziano con descrittori: denominazione corrente; denominazione locale (laddove le fonti orali l´hanno reso possibile); funzione ed epoca d´uso.

L´abitazione, intesa sia come insediamento rurale, sia come casa del colono (tipiche corti) accoglie gli oggetti del focolare domestico, dell´allevamento del baco da seta, della stalla per l´allevamento del bestiame; del pollaio; dell´aia e del cortile ove si svolgevano varie attività . Ampio spazio si dedica al lavoro dei campi con numerosi attrezzi usati per lavorare la terra ed ottenerne i prodotti.

Si evidenzia l´importanza dell´aratro di tipo sciloria simbolo della civiltà contadina dell´Alto Milanese, con agricoltura cosiddetta "asciutta" e produzione prevalentemente di cereali: grano, granoturco, segale.

La sezione dedicata alle fornaci espone forme in legno per mattoni e sagomati speciali, oltre ad una serie di mattoni, sagomati e coppi prodotti dalla fornace Gianotti tra ´800 e ´900 e ritrovati in Corte Valenti.

Disegni dimostrativi (in deposito) del pittore Ambrogio Allievi "el pitur da Gabagnà a", realizzati dall´artista nel 1985 per la mostra "Società e lavoro a Garbagnate: 1871-1939", ci riportano indietro nel tempo e ci illustrano la vita contadina, ci dimostrano come i garbagnatesi si servivano degli oggetti esposti.

Alcune fotografie dell´epoca accanto a recenti foto della Cascina Siolo, antecedenti l´attuale ristrutturazione comunicano immagini di vita contadina ormai inesorabilemnte scomparse. Anche le fornaci dismesse nel nostro territorio sono simbolo dei mutamenti.

La pianta d´insieme del territorio garbagnatese è del 1884, accompagna documenti dell´Archivio Comunale prodotti per il passaggio del Canale Villoresi, il cui tratto venne aperto nel 1888: ci mostra la natura agricola del territorio garbagnatese negli ultimi decenni dell´ottocento. Già alla fine di questo secolo si assiste però al passaggio della popolazione attiva locale dall´agricoltura all´industria: processo che non subirà mai arresti negli anni della ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale e continuerà fino agli anni a cavallo del boom economico (1958-1963), che hanno portato alla trasformazione territoriale e sociale del territorio ancora evidente in epoca di sviluppo del terziario e quaternario.

A conferma della tradizione agraria rimane lo Stemma Comunale concesso dal Re Vittorio Emanuele III con Regio Decreto del 6 maggio 1928, che porta al suo interno il fascio di spighe, ed il significato etimologico di Garbagnate che deriva da "garben" (manipolo o covone di spighe) e "ate" (luogo o contrada), dal linguaggio celtico.

Ultimo aggiornamento effettuato il 06/06/2008